Che ne sarà dei festival cinematografici nel 2021?

Se c’è una cosa che il 2020 ci ha insegnato è di non far mai mancare non solo un piano B, ma una serie di scenari di emergenza just in case. Abbiamo imparato a fare tante cose nel 2020 (non solo il pane) e l’industria dei festival cinematografici si è attrezzata (fatta eccezione per SXSW, Tribeca, Cannes e Telluride che hanno cancellato) per spostare online le proprie edizioni o fare un mix di digitale e fisico. Venezia è stato uno dei pochissimi festival ad aver mantenuto l’appuntamento di persona, con un’edizione sicura e distanziata. Ma era inizio settembre e la curva dei contagi rasentava livelli bassissimi dopo l’estate.

Il Direttore del Festival di Venezia, Alberto Barbera e la Presidentessa della Giuria dell’edizione 77 Cate Blanchett, si salutano con una “gomitata” (il saluto ufficiale del 2020) alla cerimonia di apertura.

Senza festival, by the way, molti film non hanno potuto avere le loro prime, o sono state fatte slittare. Un esempio è Pink Skies Ahead, il debutto dietro la macchina da presa di Kelly Oxford, che doveva avere la sua premiere mondiale il 13 marzo 2020 a SXSW. Il film è stato presentato quindi all’AFI Fest il 18 ottobre (con MTV Films che si era già accaparrata i diritti di distribuzione).

Tantissimi distributori hanno sospeso o posticipato l’uscita delle loro pellicole. Wonder Woman 1984 è stato posticipato due volte prima di uscire nei cinema (nei Paesi dove i cinema sono aperti, naturalmente) e digitalmente nel mese di dicembre.

Dato che con la pandemia dovremo continuare a convivere almeno per un po’, almeno finché non saremo bene o male quasi tutti vaccinati (ah, già che ci siamo: se sei un no vax o un negazionista puoi anche non rivolgermi mai più la parola), possiamo dire di avere dalla nostra il senno di poi. E così anche il mondo dei festival ha appreso la lezione 2020 e si è attrezzato per poter offrire, qualsiasi cosa accada, un’esperienza senza dubbio diversa ma quantomeno valevole.

La giuria del 77esimo Festival del Cinema di Venezia.

Sundance sarà virtuale a fine gennaio, ma offrirà negli USA una serie di proiezioni su tutto il territorio. Erano state previste anche delle proiezioni in modalità drive-in a Los Angeles, ma sono state cancellate a causa dell’impennata di contagi in California.

Anche la Berlinale terrà un’edizione virtuale, nel mese di marzo, a cui faranno seguito una serie di proiezioni fisiche in estate (auspicando che la curva come la scorsa estate si abbassi e, you know, la gente si vada a vaccinare).

Ha deciso di cancellare l’edizione 2021 il Palm Springs Film Festival, una delle vetrine più importanti per i film internazionali che aspirano a una delle 5 nomination come miglior film straniero agli Oscar.

Un altro appuntamento importante per la Oscar season è il Santa Barbara Film Festival, che al momento ha in calendario un’edizione fisica dal 31 marzo al 10 aprile, edizione il cui svolgimento è stato predisposto interamente all’aperto – pandemia permettendo, obvi.

Cannes, come l’anno scorso, è in stato confusionale. Per ora il mese di maggio è, come di consueto, bloccato in calendario. Tuttavia “abbiamo opzioni nel caso in cui la situazione non migliori … Il festival si svolgerà quest’anno” ha detto la portavoce del Festival di Cannes Aida Belloulid. Una delle possibilità è che il festival si svolga in date alternative, tra cui la fine di giugno o la fine di luglio, andando potenzialmente a “scontrarsi” con altri importanti festival europei previsti in estate.

Eccomi al Festival di Cannes ormai 10 anni fa (DIECI!!!!!) accompagnata da mia mamma e mio fratello.
Non ero in gara, ma ho partecipato allo Short Film Corner con il mio corto “Lars”.

Venezia ha già fissato le date in calendario per i primi 10 giorni di settembre, mentre a Toronto il direttore della programmazione del TIFF Cameron Bailey ha dichiarato “In questo momento ci stiamo organizzando per ogni scenario. Speriamo di poter dare il benvenuto alle persone nei cinema di Toronto a settembre e che i progressi del vaccino consentiranno di allentare le restrizioni alle frontiere”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, “Dobbiamo anche prepararci a scenari meno rosei. In ogni caso, distribuire almeno una parte del festival online farà parte del nostro futuro, e forse anche per molti altri festival”.

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