Doverosa monografia su Phoebe Waller-Bridge, e non solo per chi la scoprisse solo ora che è uscito il nuovo video di Harry Styles

Questo post ce l’avevo in canna da un paio di settimane, in realtà, per cui mi sono affrettata a completarlo proprio in occasione dell’uscita del video qualche ora fa. Smart, eh?

Erano giorni, infatti, che si vociferava che la creatrice e protagonista dell’acclamata serie Fleabag sarebbe apparsa nel nuovo video di Harry Styles per il brano “Treat People With Kindness” e l’internet è giustamente impazzito. Il video è finalmente fuori ed è un tripudio di outfit Gucci che sono lì lì per dilapidare il mio patrimonio (LOL, come se avessi un patrimonio) per una sola giacca (probabilmente).

Forse avete sentito parlare di Fleabag, forse l’avete pure visto, Fleabag. Forse ricordate questa immagine di lei, Phoebe Waller-Bridge, con i suoi 4 Emmy – appena vinti – nel 2019, proprio per Fleabag:

O forse vi starete chiedendo PHOEBE / FLEABAG CHI??????

No worries, non vi giudicherò – non pubblicamente. Allora, procediamo con ordine. La nostra Phoebe conquista grande notorietà internazionale proprio grazie a Fleabag, serie TV in 2 stagioni da 6 episodi ciascuna che nasce come spettacolo teatrale della stessa autrice. Io queste 2 stagioni me le sono divorate non appena la seconda è arrivata su Prime Video, nel 2019, a 3 anni di distanza dalla prima, e da allora ho fatto almeno 2 rewatch. Dei personaggi di Fleabag non conosciamo davvero tutti i nomi, a partire dalla protagonista stessa a cui ci si riferisce, nei credits e nei sottotitoli, come Fleabag (aka LA LURIDA). Sappiamo che sua sorella (il mio personaggio preferito) si chiama Claire (interpretata da Sian Clifford) e che è sposata con Martin (interpretato da Brett Gelman) e che insieme crescono il figlio di lui, Harry, ossessionato da Claire.

Un assaggio di Fleabag nel trailer della prima stagione:

Inutile dirvi che occorre guardare qualsiasi opera IN LINGUA ORIGINALE perché altrimenti a cosa servono gli attori? Usate i sottotitoli, per Giove!!! Fleabag è una serie che una volta finita vi lascerà affamati, vi farà bramare per altri episodi, ma per la creatrice il capitolo è definitivamente chiuso. Godetevi quello che c’è: due stagioni con interpreti eccezionali (Olivia Colman interpreta la matrigna di Fleabag e nella seconda stagione troverete Andrew Scott nei panni di un prete di cui Fleabag si innamora), una scrittura brillante del più raffinato humor british – dark, sottile ed esilarante – i monologhi/commenti della protagonista su ciò che sta avvenendo direttamente in camera, rivolgendosi al pubblico, andando ad abbattere la cosiddetta quarta parete, le scene introduttive, prima delle title card, che aprono ogni episodio.

Eccone una:

L’idea iniziale del personaggio di Fleabag nasce da una sfida dell’autrice con un’amica, sfida per cui Phobe doveva creare uno sketch per una sezione di 10 minuti in una serata di stand-up comedy. C’è una bella intervista di Vulture che potete leggere, in inglese, a questo link.

Nell’intervista spiega come la scelta di far parlare la protagonista direttamente in macchina da presa fosse l’espediente narrativo migliore per far avere a Fleabag un rapporto diretto con il pubblico, proprio come nello spettacolo teatrale. A teatro Fleabag guardava audacemente negli occhi delle persone, re questa cosa non si poteva perdere. Inoltre, c’è l’idea che sia lei a dover avere il controllo della storia, in cui poter mostrare anche il suo lato più oscuro e cattivo. Il pubblico è quella persona con cui Fleabag può essere se stessa.

È grazie al successo della prima stagione di Fleabag che Phoebe Waller-Bridge è stata chiamata a scrivere la prima stagione di Killing Eve, serie che ha come protagonista una donna il cui mestiere è quello di proteggere le persone e a dare la caccia ai cattivi, ma che quando sente un rumore sospetto in casa sua, corre di sopra e si nasconde. E già per questo non può che piacerci, non può che somigliare forse un po’ a tutti noi.

La storia è un po’ quella del gatto e del topo, e vede protagoniste le fantastiche Sandra Oh e Jodie Comer nei panni rispettivamente di Eve e Villanelle. Eve è un’agente dell’M15 annoiata dalla sua monotonia quotidiana. Ma la sua routine prende una piega pericolosa quando le viene affidato il compito di trovare Villanelle, una prolifica killer che sta mietendo vittime in tutta Europa. Le due donne diventano ossessionate l’una dall’altra, in una rincorsa continua che finirà col… eh! Guardate e scoprite come va a finire 🙂 Ecco il trailer della prima stagione, scritta da Waller-Bridge. Le successive sono guidate da altri autori, non meno valevoli e meritevoli di essere viste!

È fantastico e onestamente una boccata di aria fresca vedere questa storia di spionaggio e assassini in cui le protagoniste sono due donne, la narrazione tocca punti di comicità, intelligenza, intuizione e sensibilità che personaggi maschili non avrebbero potuto nemmeno sfiorare.

In un’intervista a Variety, la presidente e general manager di BBC America Sarah Barnett dice: “Le storie degli assassini sono state raccontate così tante volte e per una buona ragione: hanno un fascino senza tempo. Ciò che è davvero affascinante è il modo in cui l’aver reso queste due protagoniste femminili abbia portato il genere sotto una luce completamente nuova. Ti rendi conto di quanto sia stata implicitamente maschile questa forma di narrazione.”

Per concludere questa breve e sicuramente non esaustiva, ma perlomeno introduttiva, monografia c’è la prima fatica di Phoebe come attrice-scrittirice-produttrice (prima aveva solo recitato, ad eccezione di un solo writing credit) e si tratta di Crashing, miniserie in 6 puntate andata in onda a inizio 2016, prima di Fleabag. La serie narra le avventure di 6 ventenni che vivono insieme come “custodi” in un ospedale in disuso, mantenendo l’edificio al sicuro in cambio di un affitto economico e di un rigido insieme di regole. Come possa andare a finire potete immaginarlo…

Quella di Crashing è una formula ben collaudata, che a me ha ricordato sin dal principio Friends ma con più onestà, grinta e ruvidezza. Anche Crashing nasce in teatro, da due brevi commedie dell’autrice e il passaggio dal palco allo schermo non è stato privo di traumi. “I personaggi e le situazioni sono venute fuori, ma la dannata struttura … Pianificare i loro percorsi è una situazione orribile e lenta. È così soddisfacente quando ci arrivi, ma il mio cervello sanguinava da mesi“.

Ecco il trailer di Crashing:

Se vi siete appassionati al lavoro di Phoebe Waller-Bridge, eccovi l’intervista 73 Questions di Vogue in cui potete conoscere un po’ meglio il personaggio. Non vi resta dunque che approfondire con la visione delle sue opere e tenere d’occhio i prossimi passi di questa autrice e interprete straordinaria di cui sentiremo parlare – mi auguro – ancora a lungo.

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